Fascia d’età 6-8 anni

Gli esercizi numero 9 di pag. 62, 10 di pag. 63 e nel caso i bambini non siano troppo vivaci si può sfruttare anche il numero 13 di pag. 68.

19. I legionari

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica



Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico


Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa



L’operatore spiega ai bambini che è il centurione di una legione romana (spiegando eventualmente il significato) e loro sono i suoi soldati; stanno partendo per una battaglia e ci sono tutti gli abitanti di Roma che sono venuti a vedere la loro partenza.

In questo modo si introduce il canto che si va a eseguire sulle note della “Marcia di Radetzky”; si possono inserire queste parole:


Su marciam, su marciam, su marciam DI PIÙ
che nessuno e niente ci ferma PIU’,
siam Romani? Sì!
Siamo forti? Sì!
Siamo il meglio di quaggiù,
ogni gente a noi s’inginocchierà
e la Gallia anche lei or si piegherà,
su marciamo! Dai!
Forza! Dai!
Alle Alpi siamo già già già!


La cosa più importante è che i bambini eseguano i movimenti giusti nei tempi giusti; probabilmente impareranno la canzone automaticamente dopo averla sentita cantare diverse volte. Si sta marciando lungo le strade di Roma, quindi il movimento principale all’interno del canto è proprio la marcia ben accentuata, quando vengono pronunciate le parole in maiuscolo i bambini devono fare un salto in avanti a piedi uniti; le parti sottolineate vengono eseguite da fermi sul posto e cantate esclusivamente dall’operatore che alza le braccia in alto, la risposta (quella in grassetto) viene data dai soli bambini che a loro volta alzano le mani in alto; gli ultimi tre “già” esulano dal ritmo di marcia, si consiglia di sfruttare la diversa cadenza ritmica e far eseguire un passo a ogni già, possibilmente battendo forte i piedi per terra.
Dopo aver inizialmente insegnato i movimenti in linea, si farà una vera e propria marcia con in testa il centurione/operatore.

20. Jambo Bwana

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica




Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico

Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa

Jambo Bwana è un canto in lingua swahili che si presta bene per essere imparato velocemente e poter quindi essere eseguito velocemente in autonomia, oltre che essere un canto che desta subito interesse per il forte ritmo. Bisogna far attenzione che i bambini capiscano subito più o meno la pronuncia delle parole in modo che non siano inibiti dalla paura di dire cose differenti dai compagni; una volta raggiunta un po’ di dimestichezza con il canto si dividono i bambini in due gruppi, uno esegue le parti sottolineate nello spartito e l’altro risponde. Per aumentare la difficoltà, l’operatore può decidere di inserirsi per formare da solo un terzo gruppo e con l’ausilio dell’indice dirige la performance senza prestabilire l’ordine di chi canterà. Dopo aver inizialmente insegnato i movimenti in linea, si farà una vera e propria marcia con in testa il centurione/operatore.

21. Rilassamento

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica



Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico



Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa

Si utilizza lo stesso brano usato nell’esercizio 3 di pagina 53 per i bambini più piccoli, i gesti sono gli stessi, le uniche modifiche riguardano:

• l’inizio, si chiede direttamente ai bambini se si potrebbe inserire qualche suono per introdurre la canzone (il soffio del vento);
• l’ultima parte (“Tralalà”) viene eseguita dall’operatore insieme a un unico bambino, che viene scelto e indicato quando canta “c’è un bel bambino”.

22. La canzone con lo Stop

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica




Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico

Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa

Si fa riferimento all’esercizio 7 di pagina 59. L’unica variante consiste nel far continuare individualmente i bambini e non in gruppo, prima secondo un ordine di posto e in seguito semplicemente quando si viene indicati dall’operatore e quindi senza preavviso.

23. Il pistone del suono

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica


Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico


Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa




Si spiega ai bambini che ci sono suoni più piccoli e suoni più grandi; mentre lo si dice si accompagna il parlato con le mani aperte davanti al torace e i palmi pressoché congiunti, poi per rappresentare la “grossezza” del suono si spalancano le braccia. Si spiega, inoltre, che i suoni possono crescere o possono rimpicciolire e si fa una dimostrazione pratica: si pronuncia una vocale a bassa intensità e via via si aumenta fino quasi a urlare, il tutto deve essere fatto sincronizzando il movimento delle mani/braccia che si allontanano, poi si fa viceversa. Maggiore sarà la velocità con cui aumento o diminuisco l’intensità, minore sarà la difficoltà nell’eseguire l’esercizio.
E’ naturale che i bambini tendano anche a diminuire/aumentare la frequenza, in tal caso non è ancora necessario correggerli, tuttavia resta importante la corretta esecuzione da parte dell’operatore.

24. Lungo o corto (2)?

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica




Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico



Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa

Questa attività è una variante della numero 18 di pagina 73, si chiede a un bambino alla volta di disegnare la sequenza di trattini che l’operatore ha cantato oppure si può far “scrivere” a ogni bambino una sequenza su un foglietto; a turno estraggono a sorte un bigliettino e devono eseguire ciò che hanno trovato.

25. La sala da ballo

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica


Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico



Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa




Si spiega ai bambini che attraverso questo gioco si entrerà in una sala da ballo dove ci sono diversi danzatori: dei soldati, dei bambini ad una festa, dei bambini che camminano e degli anziani signori . Dopo l’introduzione si fa ascoltare una parte di un brano e si chiede chi potrebbe ballare una musica di quel tipo, dopodiché si procede a eseguirla. E’ più facile individuare le categorie muovendosi sulla musica, quindi incoraggiare questo atteggiamento e non obbligare a riconoscere in modo esclusivamente uditivo il ritmo proposto.

Il passaggio successivo è quello di non dover più soffermarsi a pensare chi si deve interpretare, ma ballare immediatamente; la cosa migliore è inserire 2 minuti campione per ogni tipologia di brano attaccati tra loro in modo sparso, in modo che il bambino debba poi cambiare repentinamente da una modalità all’altra. In allegato si possono trovare brevi stralci delle musiche campione adatte per questa attività.

26. Se sei felice e tu lo sai...

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica



Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico


Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa

Se sei felice e tu lo sai..” è una canzoncina per bambini adatta a molte attività ed è piuttosto duttile; il semplice fatto di dover eseguire il comando richiesto (es. “batti le mani”) a tempo è un buon esercizio. Una variante prevede l’esecuzione singola e non collettiva, cioè a ogni bambino è affidato un movimento da effettuare; l’operatore varia la sequenza della canzone in modo da essere imprevedibile. Si può anche aggiungere la presenza di semplici strumenti musicali a percussione come il triangolo, il tamburo o la nacchere. Per i bambini che hanno affidata una percussione corporea è meglio avere davanti a sé un “tagliandino” che gli ricorda il suo compito evitando così confusioni.

27. All’aragosta!

Impressivo-sensoriale-percettivo
Dinamica d'intensità Coordinazione uditivo-motoria Figura-sfondo Costanza della forma Percezione kinestesica



Espressivo-esecutivo-prassico
Coordinazione pneumo-fonica Canale verbale-fonatorio (motricità e prassie) Mimica Livello fonetico-fonologico



Integrativo e processamento centrale
Linguaggio Problem-solving Strutturazione spazio-temporale Attenzione Memoria
Emotivo relazionale e socio-culturale
Iniziativa comunicativa "Fiducia" nelle proprie abilità comunicative Attitudine comunicativa

All’aragosta” è un vecchio gioco per bambini a eliminazione, non è accompagnato da nessuna canzoncina e si basa esclusivamente sulla numerazione di ciascun bambino (non si sa come mai il gioco porta il nome del crostaceo).
I bambini sono in cerchio e a ciascuno viene affidato un numero preciso che lo rappresenta; all’inizio (N.B.= solo quando si fa per la prima volta e quando si ricomincia dopo l’eliminazione di un bambino) ci si tiene tutti per mano e sillabando marcatamente a voce alta “all’aragosta” si fanno dondolare le braccia in avanti e indietro. Ciò serve a stabilire il ritmo con cui verrà svolto il gioco. Finita la piccola introduzione tutti i bambini battono le mani davanti a sé e poi aprendo le braccia le battono con quelle dei vicini; questa mini-sequenza viene ripetuta per tutta la durata del gioco. Ogni volta che si battono le mani davanti, un bambino a turno (seguendo il senso orario) dice il proprio numero; quando il giro è completato e l’ultimo ha detto la sua corrispondenza numerica - anziché allargare le braccia - si danno tre colpi sulle gambe e si ricomincia la sequenza aumentando la velocità (senza l’introduzione).
Quando un bambino sbaglia uno dei movimenti o a dire il suo numero viene eliminato, ma i compagni devono comunque pronunciare i numeri che gli erano stati affidati nel primo turno.
L’eliminazione può essere introdotta solo quando tutti i bambini si sentono abbastanza sicuri nei movimenti.

ParLAmi
ParLAmi
Ebook arricchito (con risorse in pagina)
a cura di Anna Accornero e Chiara Parisella